Amministrazione scolastica: la rivoluzione parte dalla ...

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Amministrazione scolastica: la rivoluzione parte dalla ...

Messaggiodi edscuola » 21 novembre 2012, 9:26

da tuttoscuola.com

Amministrazione scolastica: la rivoluzione parte dalla periferia

Durante l’ultimo question time in Parlamento il ministro Profumo ha risposto a un’interrogazione riguardante lo schema di decreto ministeriale che prevede l’accorpamento degli uffici scolastici di alcune regioni.

Si è così appreso, quasi per caso, che saranno accorpati gli uffici scolastici delle regioni con il minor bacino di popolazione studentesca.

La riorganizzazione degli USR è infatti prevista in attuazione del provvedimento che impone a tutte le amministrazioni dello Stato una riduzione complessiva delle dotazioni organiche: le direzioni generali del Miur passano da 33 a 27, e ad essere soppresse saranno anche alcune direzioni regionali. Quali e quante Profumo non lo ha detto, tranne che per quanto riguarda l’accorpamento dell’USR del Piemonte con quello della Liguria.

Ha però indicato un criterio dicendo che “in tutte le ipotesi di accorpamento la somma della popolazione studentesca delle regioni interessate continua a essere inferiore rispetto a quella di singole regioni come la Lombardia, la Campania e il Lazio”.

In via di accorpamento sarebbero dunque con questo criterio Abruzzo, Molise, Basilicata, Umbria e forse anche Friuli-Venezia Giulia e Marche. Al limite la Calabria. La Sardegna potrebbe non essere accorpata per le sue caratteristiche geografiche, anche se, come ha assicurato il ministro, nelle regioni coinvolte dall’accorpamento degli uffici scolastici non cambierà il servizio prestato all’utenza sul territorio regionale “anche grazie all'utilizzo di nuove tecnologie, affiancate a una presenza amministrativa sul territorio”. Messa così, la Sardegna non è più un’isola…

Ci saranno certamente resistenze, come ne stanno nascendo contro la soppressione delle Province e dei relativi UST, già USP, già Provveditorati, alle quali il Governo opporrà probabilmente una considerazione: ci sono Regioni che hanno una popolazione che equivale a quella di un quartiere di Roma, e Province piccolissime, con una popolazione inferiore a quella di molti Comuni non capoluogo di Provincia.
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