Nelle classi più studenti e meno insegnanti

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Nelle classi più studenti e meno insegnanti

Messaggiodi edscuola » 12 marzo 2012, 7:35

da Corriere della sera

Nelle classi più studenti e meno insegnanti
Lo stato della scuola. La crescita di allievi al Nord. «Tagliati» quasi 17 mila prof

ROMA — La politica ha discusso, lo scontro fra governo e Parlamento è stato acceso. Ma alla fine le 10 mila assunzioni nella scuola non sono arrivate. Dovevano essere finanziate alzando le tasse sull'alcol e sui giochi, trasformando il vizio in virtù, o almeno in posti di lavoro. Ma l'emendamento al decreto legge sulle semplificazioni presentato dal Pd e approvato in commissione è stato cancellato, sostituito da un meccanismo pieno di curve: le assunzioni saranno possibili ma solo in caso di aumento degli studenti, da verificare ogni tre anni, e a patto che il settore abbia risparmiato qualcosa. Nessun impegno preciso, non una sorpresa visto il momento di sacrifici per tutti. Ma mentre la politica discute, nelle scuole che cosa succede? Il confronto tra l'anno in corso e quello precedente ci dice che, anche se di poco, il numero degli studenti è salito, più 0,1%. Mentre quello degli insegnanti è sceso, con una tendenza più marcata, 2,6%. Il risultato è che abbiamo meno classi, lo 0,6%. E che sono diventate un po' più affollate: da una media di 21,28 alunni siamo passati a 21,45, anche se restiamo in linea con la media dell'Ocse, l'Organizzazione che raggruppa 34 Paesi a economia avanzata. I numeri non dicono tutto, non misurano sempre la qualità e nemmeno l'impegno dei singoli. Ma le ultime tabelle distribuite ai sindacati dal ministero dell'Istruzione sono un ottimo punto di partenza per capire cosa è successo.
Più studenti
Considerando tutto il percorso dell'istruzione, dal primo anno di materna all'ultimo delle superiori, gli studenti italiani sono quasi 8 milioni, 7.826.232. Rispetto all'anno scorso ne abbiamo 8.436 in più. Gli italiani fanno meno figli ma il numero cresce grazie agli stranieri, ormai intorno all'8% del totale. Per capire meglio, però, bisogna abbassare la lente d'ingrandimento. Ci sono più alunni alle materne, alle medie e alle superiori, mentre scendono alle elementari. E soprattutto l'aumento riguarda il Nord (in Lombardia ci sono 11.579 studenti in più) ma non il Sud, la Sicilia quest'anno ne ha persi 7.539.
Meno insegnanti
Considerando sia quelli di ruolo che i precari, ma senza contare quelli di sostegno, gli insegnanti italiani sono 625.878. Rispetto all'anno scorso ce ne sono 16.980 di meno. È l'onda lunga dei tagli decisi dal governo Berlusconi, 87 mila cattedre in meno negli ultimi tre anni. Qui il calo riguarda tutti i gradini del percorso scolastico, anche se il sacrificio maggiore lo hanno fatto superiori ed elementari. Ma tra Nord e Sud non si salva nessuno: ci sono meno insegnanti (2.316) sia in Sicilia, dove gli studenti sono in calo, sia in Lombardia (2.074), dove invece sono aumentati. La nuova versione dell'emendamento per le assunzioni dice che per il futuro bisognerà tener conto dell'andamento demografico degli studenti. Finora non è andata così.
Classi pollaio?
La conseguenza inevitabile è che sale il numero di alunni per classe. In media siamo a 21,45 contro il 21,28 dell'anno scorso. I nostri vicini europei hanno valori più alti, 24,5 in Francia, 24,7 in Germania anche se lì non sempre vengono considerati gli insegnanti di sostegno che da noi rientrano invece nella stessa categoria. E anche in questa classifica il Nord sembra soffrire di più: in Emilia Romagna la media sale a 22,5 alunni per classe, in Calabria e Sardegna scende a 19,7. Le cosiddette classi pollaio, cioè con più di 30 studenti, sono circa 2 mila, lo 0,6% del totale. In compenso il 4% ha meno di 12 studenti, quasi sempre nei paesini e in zone di montagna.
Il tempo pieno
È stato uno dei temi più caldi degli ultimi anni. E qui i dati ufficiali consentono di fare chiarezza fino a un certo punto. Sulle medie non ci sono dubbi: rispetto all'anno scorso le classi con il tempo prolungato sono 1.479 di meno, un calo dello 0,4%. A poter usufruire di questo servizio sono 31.602 studenti in meno. Per le elementari le tabelle del ministero indicano un aumento di 979 classi, il 2,6% in più, 26.256 bambini. Ma il dato non dice tutto. Il modello originario del tempo pieno prevedeva 40 ore alla settimana con due maestre. «In molti casi — dice Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil scuola — quelle 40 ore sono diventate uno spezzatino, coperto da 4 o 5 insegnanti che si alternano trasformando in alcuni casi la scuola in un parcheggio». In ogni caso le domande per il tempo pieno superano di gran lunga l'offerta, non ci sono dati ufficiali ma molte famiglie restano fuori.
Il sostegno
È un altro tema delicato. Il numero degli studenti disabili è in costante aumento, quest'anno sono quasi 200 mila, 198.672, 10 mila in più rispetto all'anno scorso. Un vero e proprio boom se si pensa che dieci anni fa erano quasi la metà. Anche il numero degli insegnanti di sostegno è cresciuto — adesso siamo a 97.636, 3 mila in più — lasciando sostanzialmente inalterato il rapporto di due studenti disabili per ogni insegnante di sostegno. Una conseguenza della pronuncia della Corte costituzionale che due anni fa ha cancellato il tetto di 91 mila docenti di sostegno fissato con la Finanziaria del 2008, governo Prodi.
Gli accorpamenti
L'anno prossimo diversi istituti saranno chiusi e accorpati. La prima manovra estiva del 2011 ha stabilito che le scuole elementari e medie devono avere almeno mille studenti. Quelle più piccole devono fondersi fra loro, in modo da abbassare i costi di gestione. La previsione era di chiudere 1.300 scuole con un risparmio di 115 mila euro l'anno per ogni cancellazione. Dopo le proteste è partita una mediazione, sono le singole Regioni a decidere come ridisegnare la rete. Al momento è stato già deciso l'accorpamento di 400 scuole ma alla fine dovrebbero essere 1.056, poco meno della previsione iniziale. Questo non vorrà dire avere per forza meno classi o meno insegnanti. Ma le scuole piccole sono spesso nei piccoli centri. In alcuni casi per andare in classe sarà necessario viaggiare. E anche questo è un disagio.
Lorenzo Salvia
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«In Italia quarantamila insegnanti non vanno in classe»

Messaggiodi edscuola » 14 marzo 2012, 8:25

da Corriere della Sera
12 marzo 2012

Scuola Lucrezia Stellacci (ministero dell'Istruzione): «Distaccati altrove o in permesso sindacale. Aule pollaio? Molte hanno pochi studenti»
«In Italia quarantamila insegnanti non vanno in classe»

ROMA - «Se il ministero dell'Economia è stato così rigido sull'ipotesi di fare 10 mila assunzioni è perché sulla scuola pesano altri 40 mila stipendi, per la precisione 41.503. Sono professori o maestri che però non insegnano, non vanno in classe. Sono distaccati presso altri ministeri oppure in permesso sindacale. Gli studenti non ne traggono alcun beneficio, ma il loro stipendio è sempre a carico del nostro bilancio».
Lucrezia Stellacci è da poche settimane capo dipartimento del ministero dell'Istruzione dopo aver diretto, con ottimi risultati, l'ufficio regionale della Puglia, regione che ha recuperato diverse posizioni nelle classifiche sul rendimento degli studenti.
Quelle 10mila assunzioni erano necessarie?
«Sicuramente sarebbero servite, perché abbiamo tanti progetti e senza investire diventa tutto più difficile anche nel tempo pieno che in questi anni ha sofferto. Ma i dipendenti della scuola sono tantissimi, il ministero dell'Economia ha avuto sempre questo atteggiamento di rigore, tanto più in un momento di crisi. Diciamo che capisco la loro linea ma non la condivido».
Sorprende che i tagli abbiano colpito sia le regioni dove il numero degli studenti è diminuito, come la Sicilia, sia le regioni dove gli alunni sono invece aumentati, come la Lombardia. Non è una contraddizione?
«Ci sono due motivi. Al Sud gli insegnanti che hanno un contratto a tempo indeterminato sono più numerosi che al Nord. Tagli più decisi sarebbero stati impossibili, perché chi ha un contratto definitivo non può essere certo licenziato. Al Nord, invece, l'organico è più flessibile perché le supplenze sono percentualmente superiori. Ma c'è anche un'altra ragione, culturale e politica».
Quale?
«In alcuni casi al Sud la scuola è l'unico presidio di legalità. Tagliare la scuola può voler dire tagliare tutto. Per fortuna al Nord le cose vanno meglio».
L'affollamento delle classi non è un problema?
«Bisogna guardare alla questione in tutti i suoi aspetti. Solo alle superiori abbiamo 35.800 classi con meno di 10 studenti, soprattutto negli ultimi anni dei professionali. E una forma di spreco che difficiImente potremo ancora permetterci. Come per gli accorpamenti
delle scuole: non vuol dire avere meno classi o meno insegnanti. Ma spendere meglio i soldi che abbiamo».

Lorenzo Salvia
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